Studio Legale Foschini Pagani

Risarcimento malasanità: guida al calcolo del danno biologico

Per ottenere il risarcimento per malasanità nel 2025 è fondamentale accertare il nesso causale tra errore medico e danno subito. La quantificazione economica dipende dai punti di invalidità e dall’applicazione dei nuovi parametri nazionali per le lesioni macropermanenti.

Il diritto al risarcimento per malasanità sorge quando un errore, una negligenza o l’imperizia del personale sanitario causano un danno effettivo al paziente. Dal 2025, il calcolo dell’indennizzo per lesioni superiori ai 9 punti di invalidità avviene tramite la Tabella Unica Nazionale (TUN), che garantisce uniformità di giudizio su tutto il territorio italiano, superando la precedente frammentazione tra i tribunali di Milano e Roma.

risarcimento per malasanità
immagine generata con IA

Quando si configura la responsabilità medica e il diritto al risarcimento danni per malasanità

Per “Malasanità”, o Medical Malpractice, si fa riferimento a episodi di cattiva gestione, errori medici, negligenza, imprudenza o imperizia da parte del personale sanitario o di strutture cliniche che causano danni fisici o psicologici. Affinché lo Studio Legale Foschini Pagani possa assistere un paziente nella richiesta di risarcimento danni medici, devono sussistere tre presupposti legali: l’esistenza di una lesione effettiva, un nesso logico-causale tra la condotta e il danno, e l’elemento soggettivo della colpa professionale (discostamento dai protocolli previsti).

Quali danni sanitari sono risarcibili per errore medico

I danni risarcibili in ambito sanitario sono di diversa natura e possono colpire sia la sfera patrimoniale che quella personale. Il danno biologico rappresenta la lesione dell’integrità psico-fisica valutata in punti percentuali, indipendentemente dalla capacità di reddito. Ad esso si affianca il danno morale, inteso come sofferenza psichica e turbamento dello stato d’animo. In casi di estrema gravità, si considerano anche il danno da perdita del rapporto parentale e il danno esistenziale, che altera le abitudini e gli assetti relazionali del nucleo familiare. Sono inoltre risarcibili i danni patrimoniali, come le spese mediche sostenute e la perdita di reddito futuro.

Come calcolare il risarcimento del danno biologico e morale

Fino al 2025, il calcolo del risarcimento danni malasanità si basava su tabelle territoriali (Milano e Roma). Con l’entrata in vigore del D.p.r. 13 gennaio 2025 n. 12, è stata introdotta la Tabella Unica Nazionale (TUN) per le lesioni macropermanenti superiori ai 9 punti. Per calcolare correttamente il danno biologico è necessario determinare il grado di invalidità permanente e individuare nella TUN il valore economico corrispondente all’età del danneggiato. In presenza di danno morale, la normativa prevede un aumento del punto base biologico proporzionale all’invalidità, con possibilità di personalizzazione all’interno di un range prestabilito.

Il calcolo dell’indennità per inabilità temporanea totale e parziale

Il danno temporaneo risarcisce il pregiudizio subito tra l’evento lesivo e la stabilizzazione clinica dei postumi. L’inabilità temporanea totale (I.T.T.) ricorre quando il paziente è completamente incapace di svolgere le attività quotidiane; la TUN stabilisce un valore giornaliero fisso da moltiplicare per i giorni di degenza. Qualora la capacità sia ridotta solo parzialmente, il risarcimento viene proporzionato alla percentuale di inabilità. Anche l’indennità temporanea può essere incrementata per il danno morale con una maggiorazione compresa tra il 30% ed il 60%.

Come procedere per ottenere il risarcimento danni medici

L’introduzione della Tabella Unica Nazionale ha eliminato le incertezze derivanti dalla coesistenza di più criteri di calcolo, garantendo maggiore prevedibilità nei risarcimenti sanitari. Per attivare correttamente una richiesta danni a Bologna o sul territorio nazionale, è indispensabile procedere con una perizia medico-legale che accerti rigorosamente il nesso di causalità. Lo Studio Legale Foschini Pagani mette a disposizione la propria esperienza nel diritto civile e sanitario per guidare i danneggiati verso una giusta liquidazione dell’indennizzo.

Le risposte ai quesiti più comuni

Quanto tempo ho per chiedere il risarcimento per malasanità?
Il termine di prescrizione ordinario per richiedere il risarcimento danni alla struttura sanitaria (responsabilità contrattuale) è di 10 anni dal momento in cui il danno si manifesta o il paziente ne diviene consapevole. Se l’azione è rivolta direttamente contro l’esercente la professione sanitaria, il termine è generalmente di 5 anni (responsabilità extracontrattuale).

Come si calcola il danno biologico da malasanità nel 2025?
Con l’introduzione della Tabella Unica Nazionale (TUN), il calcolo avviene assegnando un valore economico a ogni punto di invalidità accertato dal medico legale. Tale valore è variabile: aumenta con la gravità della lesione e diminuisce con l’aumentare dell’età del danneggiato al momento del sinistro.

Chi deve pagare il risarcimento in caso di errore medico?
L’obbligo del risarcimento ricade sulla struttura sanitaria (sia essa pubblica o privata) presso la quale è avvenuto l’errore, o direttamente sul medico professionista qualora sia accertata la sua colpa. Nella maggior parte dei casi, intervengono le compagnie assicurative dei soggetti coinvolti per la liquidazione del danno.

Quanto si prende di risarcimento per malasanità?
Non esiste una cifra fissa, poiché l’ammontare dipende dal grado di invalidità permanente (macropermanenti sopra i 9 punti), dalla durata dell’inabilità temporanea e dalla presenza di danni morali o esistenziali. Il sistema TUN 2025 punta a garantire che casi identici ricevano risarcimenti uniformi su tutto il territorio nazionale.

Quali sono i presupposti per procedere con una richiesta danni medici?
Per ottenere il risarcimento devono coesistere tre elementi: una lesione effettiva alla salute, una condotta negligente o errata del sanitario e il nesso di causalità. Quest’ultimo è il pilastro della causa: occorre dimostrare che il danno è conseguenza diretta ed esclusiva dell’errore medico commesso.

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