--Eredità, come si diventa proprietari di un immobile

Eredità, come si diventa proprietari di un immobile

Come si diventa proprietari di un immobile?

  • COMPRAVENDITA (+ 19,9% nel III trimestre 2016 rispetto al III trimestre 2015)
  • DONAZIONI (nel 2014 circa 150mila donazioni l’anno che riguardano immobili e terreni)
  • SUCCESSIONI (nel 2009 sono state stipulate in Italia 126.834 convenzioni in materia successoria, le quali rappresentano il 2,8% del totale delle convenzioni contenute negli atti notarili)

Le Successioni

Aspetti generali

La Successione può essere:

  1. A titolo generale (erede – subentra nell’intero patrimonio o in una quota di esso)
  2. A titolo particolare (legatario – acquista diritti patrimoniali specifici su un immobile o una somma di denaro.
    Art 456 c.c.: la successione si apre al momento della morte nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto.
    Art 462 c.c.: sono chiamati a succedere tutti coloro che sono nati o con.cepiti (si presume concepito chi è nato entro 300 gg. dalla morte della persona che ha lasciato l’eredità) al tempo dell’apertura della successione.
    Possono succedere nel testamento anche le persone giuridiche e gli enti non riconosciuti.

Art 463 c.c. – E’ escluso dalla successione come indegno

  1. Chi ha ucciso o tentato di uccidere la persona della cui successione si tratta,
    o il coniuge, o un discendente, o un ascendente della medesima, purché non ricorra alcuna delle cause che escludono la punibilità a norma della legge penale;
  2. Chi ha commesso, in danno di una di tali persone, un fatto al quale la legge dichiara applicabili le disposizioni dell’omicidio;
  3. Chi ha denunciato una di tali persone per reato punibile con l’ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a 3 anni;
    3 bis) Chi essendo decaduto dalla responsabilità genitoriale nei confronti della persona la cui successione si tratta non è stato reintegrato alla data di aper.tura della successione;
  4. Chi ha indotto con dolo o violenza la persona a fare, revocare o mutare il
    testamento;
  5. Chi ha soppresso, celato o alterato il testamento;
  6. Chi ha formato un testamento falso e ne ha fatto scientemente uso.

Tribunale di Bologna – Sentenza n. 3115/16

«li padre dell’attore aveva convissuto, per un breve periodo nel 2002, con la convenuta presso l’abitazione di quest’ultima a Siracusa ed il medesimo l’aveva istituita erede universale con testamento olografo datato 15.09.2002 e pubblicato il 27.12.2012. Oltre all’istituzione di erede universale, la scheda testamentaria conteneva una clausola di diseredazione, in quanto il de cuius aveva escluso espressamente dall’eredità il figlio con la seguente motivazione: “poiché si è reso gra.vemente indegno col suo comportamento offensivo nei miei confronti dando luogo a controversie giudiziarie che hanno profondamente in.ciso nel mio animo”.»

Il testatore ha motivato l’esclusione del figlio dalla successione in considera.zione del suo comportamento offensivo. Tale ragione addotta dal de cuius non rientra però nelle ipotesi tassative previste dall’art. 463 c.c. quali cause di esclu.sione dalla successione per indegnità e deve pertanto considerarsi illegittima. Preliminarmente si ricorda che, secondo la giurisprudenza di legittimità , ai fini della configurabilità della captazione ai sensi dell’art. 624 c.c. non è sufficiente qualsiasi influenza di ordine psicologico esercitata sul testatore mediante blan.dizie, richieste, suggerimenti o sollecitazioni, ma occorre la sussistenza di altri mezzi fraudolenti, i quali – avuto riguardo all’età, allo stato di salute, alle condi.zioni di spirito dello stesso – siano idonei ad ingannarlo, suscitando in lui false rappresentazioni ed indirizzando la sua volontà in un senso in cui non si sarebbe spontaneamente orientata (in tal senso Cass. civ., sez. II, 4 febbraio 2014, n. 2448; Cass. civ., sez. II, 28 maggio 2008, n. 14011; Cass. civ., sez. II,

STUDIO LEGALE FOSCHINI PAGANI – 16 MARZO 2017 22.04.2003, n. 6396).

Art. 466 c.c. Riabilitazione dell’indegno

«chi è incorso nell’indegnità è ammesso a succedere quando la per.sona, della cui successione si tratta, lo ha espressamente abilitato, con atto pubblico o con testamento inoltre: l’indegno non espres.samente abilitato, se è stato contemplato nel testamento quando il testatore conosceva la causa di indegnità, è ammesso a succedere nei limiti della disposizione testamentaria».

By |2018-05-18T15:43:33+00:0026 Giugno 2017|Eredità e Successioni|